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L’amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, proporrà al consiglio di amministrazione il listing (quotazione) della nuova società a New York, con residenza fiscale in Gran Bretagna.

Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, e riprendendo le voci già circolate nei giorni scorsi sulla stampa italiana e internazionale. La proposta, spiega il quotidiano, rispecchierà quella avanzata per Cnh Industrial e lo aiuterà a evitare la difficile scelta politica fra gli Stati Uniti e l’Italia come sede del nuovo gruppo, consentendo allo stesso tempo alla società di pagare meno tasse sui dividendi.

Il consiglio di amministrazione dovrà valutare la sua proposta nella riunione che precederà la diffusione dei risultati trimestrali il 29 gennaio. Gli analisti prevedono un utile netto combinato in lieve aumento per Fiat e Chrysler a 400 milioni di euro nel quarto trimestre, ma un calo del 24% per il 2013 a 1,07 miliardi di euro.

Fonte Torino oggi

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News…
dal sito di Soldiblog si legge integralmente: 9,4 miliardi di euro di tasse in più. È questo il conto – salatissimo – che gli italiani dovranno pagare qualora il Governo Letta dovesse cadere nelle prossime settimane.

Il calcolo proviene da una stima compiuta dalla Cgia di Mestre, un’associazione di artigiani e piccole imprese. Il calcolo è la sommatoria del ritorno dell’Imu sulla prima casa e dell’aumento dell’Iva che scatterebbe dal 1° gennaio 2014. Dei 9,4 miliardi in più di tasse, 7,2 miliardi graverebbero sulle spalle delle famiglie e l’aggravio medio annuo sarebbe di 281 euro per nucleo familiare.

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News…In cinque anni, dal 2008 al 2013, gli occupati in Italia sono scesi da 25,3 milioni a 24,3 milioni con un calo di 998mila unita’ (-3,8%). 1 milione di posti di lavoro persi e non recuperati nell’ultimo quinquennio, in Italia, con un dato peggiore rispetto alla media europea. Nella zona euro, infatti, in cinque anni si è passati da 150,4 milioni a 145 milioni di occupati con un calo del 3,6%. Fa eccezione la sola Germania, che ha visto invece un aumento degli occupati del 3,9%, pari a 1,6 milioni di persone.

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